Tesi compilativa o sperimentale: come riconoscerla e come si valuta
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Prova l’anteprima gratuitaUna delle prime domande di chi inizia la tesi è: "la mia è compilativa o sperimentale?". È una distinzione importante, perché i criteri di valutazione sono diversi: ciò che è un pregio in un tipo può essere irrilevante nell'altro, e, soprattutto, applicare i criteri della tesi sperimentale a una compilativa porta a giudizi ingiusti. Questa pagina spiega la differenza, come capire quale tipo hai davanti e come ognuno dei due viene valutato.
Che cosa sono
Tesi compilativa. È una sintesi ragionata di ciò che esiste già su un tema: letteratura scientifica, dottrina giuridica, fonti storiche o filologiche. Il contributo non è un dato nuovo, ma l'organizzazione critica: confrontare posizioni, ricostruire un dibattito, applicare a un caso quanto si è raccolto. Non è un "riassunto": una buona compilativa ha una voce propria.
Tesi sperimentale. Produce e analizza dati o materiali nuovi: un esperimento di laboratorio, uno studio osservazionale clinico, un questionario, interviste, un'implementazione software con valutazione, una sintesi chimica con caratterizzazione. Il contributo è la ricerca originale, per quanto delimitata.
Attenzione: "sperimentale" non significa solo camice e provette. In informatica e ingegneria una tesi sperimentale è spesso un'implementazione (un'app, un framework, una pipeline) documentata con architettura e risultati; in lettere e mediazione la parte empirica può essere un'analisi di corpus o tabelle di esempi testo-originale/testo-tradotto. Sono metodi sperimentali legittimi nelle rispettive discipline.
Come riconoscere quale tipo hai
Spesso il tipo non è scritto da nessuna parte: si ricava dal testo, e soprattutto dall'abstract o dall'introduzione. Alcuni segnali affidabili:
- Segnali di compilativa: formule come "il presente elaborato analizza / ricostruisce / ripercorre / mette a confronto", struttura per capitoli tematici, fonti che sono altri studi e non dati propri.
- Segnali di sperimentale: parole come "studio sperimentale", "studio osservazionale", "questionario", "campione", "interviste", "dati raccolti", "Materiali e metodi"; la presenza di una sezione di risultati con tabelle proprie.
Se nel tuo testo dominano i primi, hai con ogni probabilità una compilativa; se compaiono i secondi, una sperimentale. Molte tesi sono miste (una parte di inquadramento compilativo e una parte sperimentale): in quel caso conta quale parte porta il contributo principale.
La compilativa è legittima, e a volte obbligata
Va detto con chiarezza, perché è il punto su cui gli strumenti stranieri sbagliano più spesso: la compilativa è una forma pienamente legittima, ed è la norma a livello di prova finale triennale in molte discipline, oltre che frequentissima nelle tesi di giurisprudenza a ciclo unico. A volte è perfino imposta dalle circostanze: durante il COVID molte tesi sono diventate esplicitamente bibliografiche perché il lavoro di laboratorio era bloccato. In tutti questi casi la tesi va giudicata sull'asse bibliografico, qualità delle fonti, criticità della sintesi, non bocciata perché "manca l'esperimento". La domanda "dov'è il tuo campione?" non ha senso su una compilativa.
Come viene valutata ciascuna
Compilativa. Si guarda: ampiezza e pertinenza delle fonti; capacità critica (confronti, non elenchi); chiarezza dell'organizzazione; presenza di una tesi propria e di una conclusione che non sia un collage; metodo di selezione delle fonti reso esplicito (soprattutto a livello magistrale). Debolezza tipica: la sintesi che scivola nel riassunto senza punto di vista.
Sperimentale. Si guarda: chiarezza della domanda/scopo; adeguatezza del metodo; correttezza nella raccolta e analisi dei dati; validazione con criteri misurabili (non "funziona" affidato a screenshot); discussione onesta dei limiti. Debolezza tipica: il legame debole tra un ampio stato dell'arte e un esperimento troppo stretto.
Il tipo di tesi va sempre stabilito insieme al livello: una compilativa triennale e una compilativa magistrale hanno aspettative diverse. Per i criteri concreti di una correzione, vedi cosa controlla un revisore.
Cosa fa Esmond
Esmond valuta, non scrive. La prima cosa che fa è classificare la tua tesi, compilativa o sperimentale, e a quale livello, leggendo i marcatori del testo. Poi applica i criteri giusti: a una compilativa non chiede un disegno empirico, ma ne valuta fonti, criticità e struttura; a una sperimentale verifica metodo, dati e validazione. Ti segnala dove il lavoro regge e dove no, in modo onesto, senza riscrivere nulla al posto tuo.
Domande frequenti
Come faccio a sapere se la mia tesi è compilativa o sperimentale?
Guarda l'abstract e l'introduzione: verbi come "analizza/ricostruisce" indicano compilativa; "studio sperimentale, campione, dati raccolti" indicano sperimentale. Spesso il relatore lo concorda con te all'inizio.
La compilativa vale meno della sperimentale?
No. Sono due forme diverse, entrambe legittime. Sulla triennale e in molte discipline la compilativa è la norma; va valutata con i suoi criteri.
Posso fare una tesi compilativa anche alla magistrale?
Sì, ma a quel livello deve avere un metodo di analisi delle fonti dichiarato e una tesi propria forte, non essere una semplice rassegna.
La mia tesi è metà rassegna e metà esperimento: che tipo è?
È mista. Conta quale parte porta il contributo principale: quella determina i criteri prevalenti di valutazione.
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Ora sai come funziona. E la tua tesi, regge?
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