Introduzione e conclusioni della tesi: la promessa e la risposta
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Prova l’anteprima gratuitaIntroduzione e conclusioni sono le due parti della tesi che vengono lette per prime, e spesso con più attenzione. Il relatore le usa per capire se il lavoro sta in piedi, i commissari le sfogliano prima della discussione per farsi un'idea di cosa hai fatto. Per questo conviene trattarle come una coppia: l'introduzione fa una promessa, le conclusioni dicono se e come l'hai mantenuta.
Cosa deve fare l'introduzione
L'introduzione non è un riassunto anticipato e nemmeno un saggio sul tema in generale. Ha un compito preciso: portare chi legge dentro la tua domanda. Di solito questo significa quattro cose:
- il contesto: perché il tema è rilevante, in poche righe e senza partire dalle origini del mondo;
- la domanda o lo scopo: che cosa vuoi capire, dimostrare o analizzare, detto in modo esplicito;
- il metodo in breve: come ci arrivi (fonti, dati, casi, approccio teorico), senza anticipare l'intero capitolo metodologico;
- la struttura dei capitoli: una mappa rapida di cosa trova il lettore e in che ordine.
Il punto più delicato è la domanda. Se nell'introduzione lo scopo resta vago ("questa tesi si occupa di..."), tutto il resto diventa difficile da valutare, perché non si sa rispetto a cosa misurare i risultati. Una formulazione chiara, anche modesta, vale più di un obiettivo ambizioso e nebuloso. Nelle tesi scientifiche spesso questo passaggio ha un titolo suo, lo "Scopo della tesi"; nelle tesi umanistiche e giuridiche è più spesso una dichiarazione dentro il testo. Entrambe le forme vanno bene, purché si capisca.
Cosa devono fare le conclusioni
Le conclusioni non sono la ripetizione di quello che hai già scritto. Devono chiudere il cerchio aperto dall'introduzione:
- rispondere alla domanda: dire in modo diretto che cosa hai trovato rispetto allo scopo dichiarato;
- indicare il contributo: che cosa aggiunge il tuo lavoro, anche se è un contributo piccolo e delimitato;
- riconoscere i limiti: cosa il tuo metodo, il tuo campione o le tue fonti non permettono di affermare;
- aprire prospettive: quali domande restano aperte e come si potrebbe proseguire.
Un risultato negativo o meno netto del previsto non è un difetto delle conclusioni. Lo è invece nasconderlo o forzarlo. Una commissione apprezza una risposta onesta molto più di una conclusione trionfale che i capitoli non sostengono.
Il rapporto a specchio
Il controllo più utile che puoi fare è leggere introduzione e conclusioni una dopo l'altra, saltando tutto il resto. Dovrebbero sembrare due metà dello stesso discorso:
- la domanda che poni all'inizio è la stessa a cui rispondi alla fine, con le stesse parole chiave;
- gli obiettivi elencati nell'introduzione trovano tutti una risposta, oppure una spiegazione del perché non è stato possibile;
- il tono è coerente: se l'introduzione promette un'analisi esplorativa, le conclusioni non possono pretendere una dimostrazione definitiva.
Se questa lettura incrociata non funziona, il problema di solito non sta nella scrittura delle due sezioni ma nella struttura della tesi: i capitoli centrali hanno preso una strada diversa da quella annunciata.
Gli errori più frequenti
Alcuni problemi ritornano con regolarità, in tutte le aree disciplinari:
- conclusioni che ripetono l'abstract: un elenco di ciò che è stato fatto capitolo per capitolo, senza interpretazione;
- informazioni nuove nelle conclusioni: dati, fonti o argomenti che non compaiono nei capitoli e spuntano solo alla fine;
- un'introduzione scritta all'inizio e mai aggiornata: annuncia capitoli che nel frattempo sono cambiati, o una domanda che il lavoro ha poi riformulato;
- affermazioni più forti dei risultati: generalizzazioni ampie a partire da un caso singolo o da un campione ridotto;
- limiti assenti o rituali: una frase di circostanza invece di una riflessione concreta su cosa il lavoro non dimostra.
Per questo molti relatori consigliano di rileggere e sistemare l'introduzione per ultima, quando la tesi è davvero finita. Su lunghezza e forma di queste sezioni non esiste una regola unica: controlla il regolamento del tuo corso e chiedi al relatore che cosa si aspetta.
Perché contano alla discussione
Le domande della commissione partono spesso proprio da qui: "qual era la sua domanda?", "che cosa ha trovato?", "quali sono i limiti del suo lavoro?". Se introduzione e conclusioni rispondono già con chiarezza, arrivi alla discussione con le risposte pronte. Approfondisci in cosa guarda la commissione alla discussione e nelle domande alla discussione della tesi. Per i criteri più generali leggi i criteri di valutazione della tesi, e se stai chiudendo una tesi magistrale ricorda che lì il legame tra domanda, metodo e risultati viene guardato con ancora più attenzione.
Cosa fa Esmond
Esmond legge la tua tesi e verifica, tra le altre cose, proprio questo rapporto: se la domanda dell'introduzione è esplicita, se le conclusioni vi rispondono, se affermi più di quanto i capitoli sostengano e se i limiti sono affrontati davvero. Ricevi un rapporto di feedback fino a 15 pagine e la tua tesi con le annotazioni a margine, oltre a possibili domande per la discussione. Prima vedi un'anteprima gratuita, poi decidi se passare alla valutazione completa: da €3,99, una tantum, con il prezzo mostrato prima di pagare.
Non scriviamo nulla al posto tuo. Valutiamo il tuo lavoro e ti mostriamo come renderlo più solido.
Domande frequenti
Devo scrivere l'introduzione per prima o per ultima?
Puoi abbozzarla all'inizio per orientarti, ma conviene rivederla alla fine, quando sai cosa contiene davvero la tesi.
Nelle conclusioni posso citare nuove fonti?
Meglio di no. Le conclusioni interpretano ciò che hai già mostrato; se una fonte è importante, il suo posto è nei capitoli.
Quanto devono essere lunghe introduzione e conclusioni?
Non c'è una misura valida ovunque. Controlla il regolamento del tuo corso e chiedi al relatore.
Esmond può scrivermi le conclusioni?
No. Esmond valuta quello che hai scritto e ti indica dove le conclusioni non rispondono alla domanda o vanno oltre i risultati; la scrittura resta tua.
Vedi anche
- Struttura della tesi di laurea: le parti, l'indice e cosa guarda il relatore
- Cosa guarda la commissione alla discussione della tesi (e cosa la convince)
- Domande alla discussione della tesi: quali ti possono fare e come prepararti
- Tesi magistrale: che cosa cambia e come viene valutata
- Criteri di valutazione della tesi: le formule del regolamento, tradotte in domande
Ora sai come funziona. E la tua tesi, regge?
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