Bibliografia della tesi: come citare in modo coerente e con fonti che reggono
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Prova l’anteprima gratuitaLa bibliografia è spesso l'ultima cosa che si sistema, la sera prima della consegna. È un errore di prospettiva: le citazioni sono il punto in cui la tua tesi dimostra da dove vengono le sue affermazioni. Al relatore non interessa solo che le virgole siano al posto giusto: guarda se ogni frase importante poggia su una fonte che la sostiene davvero. Qui trovi come orientarti tra stili, note e sitografia, e quali errori pesano di più.
Lo stile non lo scegli tu
La prima regola è semplice: lo stile di citazione lo decide il tuo corso, il tuo dipartimento o il tuo relatore. In Italia convivono sistemi diversi, e nessuno è più corretto degli altri in assoluto:
- sistema autore-data (ad esempio APA o Harvard): nel testo trovi il cognome e l'anno, tra parentesi, e i riferimenti completi in bibliografia. È frequente in psicologia, economia, scienze sociali e in molte aree scientifiche;
- note a piè di pagina: il riferimento sta in nota, spesso con forme abbreviate dopo la prima citazione (op. cit., ivi, ibidem). È tipico delle discipline umanistiche e della storia (vedi la guida sulle tesi di lettere, lingue e filosofia);
- convenzioni giuridiche: in giurisprudenza gli articoli si citano in forma abbreviata, come art. 2043 c.c. o art. 640 c.p., e le sentenze con l'organo, la data e il numero. È la forma corretta, non una citazione incompleta (vedi come si valuta una tesi di giurisprudenza).
Se il tuo corso ha una guida alla redazione della tesi, quella vince su qualsiasi manuale. Se non c'è, chiedi al relatore prima di iniziare, non alla fine.
Quello che conta davvero è la coerenza
Una volta scelto lo stile, l'errore più comune non è usare lo stile sbagliato, ma usarne tre insieme. Capita quando si raccolgono riferimenti da fonti diverse e li si incolla così come sono. Controlla in particolare:
- che autore, anno, titolo ed editore compaiano sempre nello stesso ordine e con la stessa punteggiatura;
- che ogni fonte citata nel testo sia presente in bibliografia, e viceversa;
- che i nomi degli autori siano scritti sempre allo stesso modo;
- che le abbreviazioni come ivi e ibidem si riferiscano davvero alla nota precedente, anche dopo che hai spostato un paragrafo.
Un gestore di riferimenti (come Zotero) aiuta molto, ma non sostituisce una rilettura: i dati importati sono spesso incompleti o con le maiuscole sbagliate.
Bibliografia, sitografia e fonti online
Molti corsi chiedono di separare la bibliografia (libri, articoli, capitoli) dalla sitografia (pagine web, documenti online). Altri vogliono un elenco unico. Anche qui decide il regolamento del tuo corso. Per le fonti online indica almeno l'autore o l'ente, il titolo, l'indirizzo e la data di consultazione. Un articolo scientifico letto online resta un articolo: va in bibliografia con i suoi dati completi, non come semplice link.
Fonti primarie, secondarie e citazioni di seconda mano
Una fonte primaria è il testo, il dato o il documento originale: una legge, un romanzo, un archivio, i dati che hai raccolto. Una fonte secondaria è un lavoro che interpreta quelle fonti. Una buona tesi dichiara con chiarezza quando parla di una e quando dell'altra.
Se citi un autore che non hai letto direttamente ma che trovi citato in un altro testo, dillo: si usa la formula "citato in" seguita dal testo che hai effettivamente consultato. Attribuirsi la lettura dell'originale è scorretto, e si nota quando in discussione ti chiedono di quel testo.
L'errore che pesa di più: la fonte che non regge la frase
Lo stile si sistema in un pomeriggio. Il problema serio è un altro: una citazione formalmente perfetta attaccata a una frase che la fonte non dice. Succede quando si generalizza ("gli studi dimostrano") partendo da un solo studio, quando si attribuisce a un autore una conclusione più forte della sua, o quando la fonte è datata rispetto a ciò che affermi. Sono i punti che relatore e commissione notano per primi, perché toccano l'affidabilità del ragionamento (vedi i criteri di valutazione della tesi). Le citazioni corrette servono anche nei controlli antiplagio: ne parliamo nella guida sul controllo antiplagio.
Cosa fa Esmond
Esmond non mette in discussione lo stile che il tuo corso ha scelto e non si sofferma sulla formattazione dei riferimenti: quella la sistemi tu, con la guida del tuo corso. Guarda la sostanza: le affermazioni che le fonti citate non sembrano sostenere, le generalizzazioni troppo ampie e le parti del ragionamento senza appoggio. Ricevi un rapporto di feedback fino a 15 pagine e la tua tesi con annotazioni a margine, in pochi minuti. Esmond non corregge i riferimenti nel tuo file e non è un controllo antiplagio: ti indica dove intervenire e perché. Per capire come si inserisce nella costruzione complessiva, leggi anche la guida sulla struttura della tesi.
Non scriviamo nulla al posto tuo. Valutiamo il tuo lavoro e ti mostriamo come renderlo più solido.
Domande frequenti
Meglio APA o note a piè di pagina?
Nessuno dei due è migliore in assoluto: segui lo stile indicato dal tuo corso o dal relatore, e applicalo in modo coerente dall'inizio alla fine.
Devo citare anche le pagine web?
Sì, se le hai usate. A seconda del regolamento del tuo corso vanno in una sitografia separata o nella bibliografia, con indirizzo e data di consultazione.
Posso citare un libro che non ho letto?
Solo dichiarandolo: usa la formula "citato in" e indica il testo che hai consultato davvero.
Esmond mi dice se lo stile di citazione è sbagliato?
No. Esmond non contesta lo stile scelto e non corregge la formattazione dei riferimenti: segnala le frasi che le fonti non sostengono e le parti del ragionamento senza appoggio.
Vedi anche
- Struttura della tesi di laurea: le parti, l'indice e cosa guarda il relatore
- Controllo antiplagio della tesi: come funziona e cosa significa la percentuale
- Come si valuta una tesi di giurisprudenza (e cosa guarda davvero la commissione)
- Come si valuta una tesi umanistica (lettere, lingue, filosofia, arte)
- Criteri di valutazione della tesi: le formule del regolamento, tradotte in domande
Ora sai come funziona. E la tua tesi, regge?
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